Colpo di Stato in Madagascar, cause e protagonisti

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Dopo 2 settimane di rivolte popolari presiedute dalla GEN Z e dell’unione del CAPSAT alle manifestazioni, il presidente Andry Rajoelina è stato deposto e costretto a lasciare il paese.

Madagascar, le cause del conflitto e come è iniziato

A partire dal 25 settembre il Madagascar ha visto avvicendarsi, da parte della fascia più giovane della società, una serie di contestazioni, scatenate non solo a causa dai continui blackout ed interruzioni di acqua in tutto il paese ma anche dall’esasperazione da parte di tutte le fasce della società malgascia nei confronti della povertà e della corruzione dilagante.

Le proteste in Madagascar, si accodano ad una serie di ribellioni promosse dalla così detta generazione z, che ha adottato lo stesso emblema dei giovani che hanno protestato in Nepal, Bangladesh ed Indonesia; ovvero la bandiera dei pirati del manga giapponese One Piece.

La replica da parte del governo è stata quella del pugno di ferro, dal momento che in pochi giorni sono state uccise più di 22 perone, tra cui un neonato.

Tuttavia sabato 11 ottobre le forze speciali del CAPSAT, ossia quella forza che aveva permesso, nel 2009, sempre secondo ad un golpe, la presa alla presidenza da parte di Rajoelina ; sono intervenute al fianco dei contestatori inviando alcuni mezzi militari per cercare di costringere alla resa la Gendarmeria, unico corpo di armata ancora fedele all’ex presidente.

Dopo vari scontri tra le due forze i posti di blocco sono stati rimossi, permettendo così ai manifestanti di entrare nel centro della capitale.

Elezioni in Madagascar: dalla destituzione al colpo di Stato

Lo stesso lunedì, l’Assemblea nazione si è espressa, a voto favorevole, per la destituzione di Andry Rajoelina, che pare aver lasciato il paese a bordo di un elicottero con bandiera francese.

Subito dopo il voto dei deputati, il colonnello Mickael Randrianirina, leader del Capsat, ha proclamato la presa di potere da parte dei militari e la sospensione di tutte le istituzioni dello stato, fatta eccezione dell’Assemblea nazionale.

Randrianirina ha inoltre informato la comunità internazionale che quello avvenuto in Madagascar non è un colpo di stato, bensì una rivoluzione popolare a cui i militari hanno dedicato il loro sostegno.

Il leader dei soldati, in aggiunta, ha reso noto alla stampa, della nomina di un Consiglio Nazionale di Difesa per la Transizione, che in accordo con le piazze nominerà un nuovo primo ministro che indirà nuove elezioni nel giro di 2 anni.

Tuttavia è probabile che parte del nuovo Consiglio Nazionale sarà pienamente controllato dai militari.

Per il momento è impossibile determinare cosa accadrà nel prossimo futuro, i dubbi persistono, come quello se i militari cederanno il potere a un governo civile o se rispetteranno le richieste dei manifestanti, data la loro vicinanza alla elitè economica del paese. 

contributo esterno