di Giovanni Negri da Brusciano
Quest’anno ho guardato il Giro d’Italia, un po’ per campanilismo, perché passava nel mio paese, Brusciano. Purtroppo Brusciano non ha molte cose belle da vedere, però, credo che come Fontamara o uno di quei paesini di confino di Primo Levi, anche Brusciano ha molte cose da raccontare. Ad esempio: la tappa a Brusciano è stata un modo per ricordare un concittadino ciclista Crescenzo D’Amore, campione del mondo juniores nel 1997. Poi, ascoltando la telecronaca della gara ho riscoperto usi e tradizioni per lo più gastronomiche dei paesi vicini. Una cucina ricca di saperi che sono sapori, partendo dai nomi della pasta: Vermicelli, Scialatielli, Paccheri e Schiaffoni. Poi la bellezza, che qui è soprattutto grazia di luoghi scari. Allora, ho pensato che quando l’intelligenza artificiale prenderà il nostro posto in ufficio, noi, invece di stare tutto il giorno su Tiktok, potremmo correre nella poesia di quei luoghi: tra “l’erme torri degli avi nostri”, campanili e gastronomia, non per forza in bici.

