Casali del Manco: “Passioni in Chiarezza” nella “Notte degli archivi”

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Nel centenario della nascita di Saverio Strati, nella Casa Museo Gullo, a casali del Manco, è stata inaugurata la mostra “Passioni in Chiarezza“.

Di Anna Maria Ventura

Lo storico palazzo della famiglia Gullo, a Macchia di Casali del Manco, sede della famosa Biblioteca, è anche “Casa Museo”.  La biblioteca e il museo hanno qualcosa di magico, come tutte le biblioteche, gli archivi, i parchi e le aree archeologiche. Sono luoghi fisici, collocati in uno spazio ben definito, immobili all’apparenza, che pur vivono e si muovono attraverso il tempo, fra passato, presente e futuro, animati dal respiro dei beni materiali e immateriali, che raccolgono e custodiscono. 

Daniela Franchini e Antonella Salatino

Negli spazi della suggestiva casa museo “Fausto Gullo”, il 7 giugno 2024, in occasione del “La Notte degli Archivi”, la notte speciale dedicata agli archivi di tutta Italia, è stata inaugurata la mostra #passioni in Chiarezza, a cura di Antonella Bongarzone e Antonella Salatino. Il percorso espositivo racconta, nel centenario della nascita di Saverio Strati, dello stretto rapporto tra Luigi Gullo e lo scrittore, instancabili interpreti dei problemi politici e sociali e dell’integrazione culturale della Calabria del Novecento, attraverso le pagine della rivista Chiarezza, fondata nel 1955 a Cosenza dallo stesso Luigi Gullo e da lui diretta.

La rivista fu pubblicata fino al 1973 in due distinte serie, con l’interruzione di un quinquennio tra il 1958 e il 1963

Riunì attorno a sé intellettuali italiani ed europei e si giovò della collaborazione di nomi illustri della politica, della cultura, della narrativa, della critica d’arte, tra cui: Concetto Marchesi, Francesco Valentini, Tommaso Fiore, Carlo Muscetta, Arturo Labriola, Saverio Strati, Fortunato Seminara, Vito Pandolfi, Ghigo De Chiara, Antonio Piromalli, Mario La Cava, Mario Gallo, Silvestro Arnone e lo stesso Fausto Gullo.

La notte degli archivi si inserisce all’interno del festival Archivissima e festeggia la sua settima edizione dedicata al tema delle passioni.
Oltre 450 enti, 100 nuove adesioni, 22 reti territoriali o tematiche, circa 180 eventi in presenza sul territorio, un palinsesto interamente dal vivo e centinaia di contenuti digitali inediti ci raccontano che Archivissima è diventata una grande e attesa festa per tutti gli archivi, un cammino di valorizzazione e promozione degli Archivi, unico in Italia e in Europa.

Archivissima è il primo festival italiano dedicato alla promozione dei patrimoni conservati negli archivi storici di enti, istituzioni e imprese.

Ideata da Promemoria Group e organizzata dall’associazione di promozione sociale Archivissima APS, la manifestazione nasce nel 2018 dal format “La Notte degli Archivi” grazie al quale, per la prima volta cittadini e archivi storici condividono la passione per le piccole e grandi storie d’archivio, riannodate e raccontate dalla voce di autori e autrici della cultura italiana.

Il tema della notte di quest’anno è dedicato alle passioni. Archivi e passioni suonano come termini antitetici. Il primo evoca carte, documenti e libri, riposti in scaffali polverosi, che si susseguono con monotonia  lungo corridoi stretti e bui. Il secondo evoca moti dell’anima, sogni, desideri, tensioni verso l’infinito, sguardi protesi verso orizzonti di luce infuocata. Eppure cosa c’è di più bello della passione per la cultura, di più vivo di un’immagine poetica o pittorica, di più utile al nostro esistere nel presente di ciò che è stato nel passato? Tutto questo lo troviamo negli archivi, pubblici o privati, preziosi ed infinitamente grandi contenitori di civiltà, di mondi passati, della vita dei grandi che hanno fatto la storia, e di chi la storia l’ha subita. La notte degli archivi diventa perciò la notte delle passioni per l’arte, la musica, la poesia, la storia grande o piccola di tutti gli uomini della terra. E le passioni sono le più belle e vere, che diventano sentimenti, valori, ideali: pace, libertà, verità e giustizia.

Emozionante è stata la mostra allestita per la notte degli archivi nella casa Museo Gullo. Suggestivi i locali dove l’archivio è stato collocato, le antiche cantine dall’alta volta con le travi in legno, in legno anche le scalette che conducono agli scaffali. Preziosi e rari i documenti che lì dimorano, di elevatissimo valore storico, politico e culturale, che si riferiscono a Fausto Gullo, Padre Costituente e Ministro dei contadini, uomo simbolo delle lotte per la libertà politica, l’emancipazione del popolo dalla povertà e la conquista dei diritti umani e civili. Preziosissimi i documenti che si riferiscono a Luigi Gullo, figlio di Fausto, politico a sua volta, grande avvocato penalista, Professore di diritto penale, intellettuale raffinato di elevata cultura. La sua biblioteca contava oltre 14.000 volumi. Fu per tantissimi anni, fino alla morte, avvenuta nel 1998, Presidente dell’Accademia Cosentina. Di lui vengono conservate nell’archivio le famose arringhe, insieme ai numeri di Chiarezza, mensile dipolitica e cultura, da lui fondato nel 1955 e diretto, al quale dedicò tutte le sue forze. La pubblicazione divenne col tempo trimestrale, l’ultimo numero usci pochi mesi prima della morte, avvenuta nel 1998. La mostra ha privilegiato i numeri della rivista in cui vennero pubblicati alcuni racconti di Saverio Strati, scrittore fra i più grandi della Calabria, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita. Fra i due personaggi ci fu un rapporto di stima e sincera amicizia, testimoniata dalla dedica che scrive Strati all’amico Gino (Luigi Gullo) su alcuni suoi libri, dati in dono proprio al Gullo e presenti nella mostra.

Nello stesso pomeriggio del 7 Giugno, la Biblioteca Gullo ha ospitato un altro interessante evento, che ha preceduto l’inaugurazione della mostra.

Si è svolta l’ultima delle “Conversazioni a Macchia”, programmate per l’anno 2024. Protagonista l’Architetto Daniela Francini, che ha trattato il tema “La storia interrotta. Nuove metodologie e prospettive della ricerca”. A presentarla in maniera egregia e con molta competenza la Dottoressa Antonella Salatino.

La Francini ha tenuto una lectio magistralis, di elevato spessore sia sotto l’aspetto tecnico, architettonico ed urbanistico, che prettamente  storico culturale, partendo dal libro “La storia interrotta”, Jonia Editrice, 2014, da lei scritto insieme a Carla Salamanca, sua figlia, e a Paola Luciano, in cui si parla del restauro della Chiesa di San Francesco D’Assisi, situata nel centro storico di Cosenza, del quale lei stessa si è occupata. Il tema centrale del libro riguarda il rapporto fra natura e storia. Un tempo nelle città c’era un’armonia fra natura e storia, natura e cultura, afferma la Francini, “poi ad un certo punto l’armonia si è rotta, la storia si è interrotta e l’evoluzione è storicamente rimasta inconclusa. Individuare il momento storico dal quale tutto si è guastato per ritrovare l’armonia perduta che il territorio aveva con la natura e la storia e ricominciare proprio da lì, è possibile attraverso gli strumenti dello studio e della ricerca, perché dallo studio della storia, della storia sociale e politica, della storia della cultura del luogo occorre ripartire per non perdere il potenziale specifico di ogni luogo” (Daniela Francini, La storia interrotta).

 La relatrice parla, poi, dei principali avvenimenti della chiesa di San Francesco d’Assisi, mostrando come in essa sia  rappresentata tutta la storia dei più importanti avvenimenti della città e come negli spazi intorno ad essa ci sia  la sovrapposizione storica di tanti secoli di ritrovamenti e di tante ricchezze ancora da scoprire. 
Il centro storico di Cosenza può contare sulla presenza di un nucleo architettonico di elevato interesse storico costituito proprio dal complesso della Chiesa di San Francesco d’Assisi.  Attraverso un riuso mirato di tale notevole struttura si potranno mettere in rete le diverse offerte culturali ed Il Centro Storico di Cosenza potrà costituirsi come un polo di eccellenza nel panorama calabrese.

E’ ammirevole la passione con la quale l’Architetto Daniela Francini parla della città di Cosenza e del suo centro storico, conducendoci per mano attraverso percorsi storici, che mettono in evidenza gli antichi palazzi e la bellezza, che, ora offuscata, potrebbe tornare a risplendere, appena la storia interrotta, riprenderà il suo cammino, una volta che sarà ricomposto l’equilibrio fra natura e storia, natura e cultura. Ed allora si ricomporrebbe anche la frattura fra città vecchia e città nuova.

Nel corso della “Conversazione”, la Francini nelle sue le sue argomentazioni ha fatto riferimento all’altro suo libro Castiglione è l’antica Petelia? Alla ricerca dell’identità per un autentico sviluppo”, di cui sono anche autori Luigi Palermo  e Carla Salamanca  edito dalla Jonia editrice di Cosenza nel 2021.

Nel libro si parla di Paludi,  piccolo centro della Sila greca cosentina e del sito archeologico di Castiglione di Paludi.

Tema principale è l’importanza dell’identità culturale per lo sviluppo di un territorio e la consapevolezza che la conoscenza storica e lo studio delle caratteristiche fisiche e ambientali sono alla base della possibilità di rinascita di ogni borgo o città che sia a misura dei loro abitanti.

Daniela Francini  ha suscitato interesse e forte coinvolgimento nel pubblico con la sua eloquenza limpida e chiara, pur trattando  materie alquanto complesse, che afferiscono al mondo dell’Architettura e dell’Urbanistica. Ma la sua cultura ha solide basi umanistiche, storiche e filosofiche, che, accompagnate a grande sensibilità la rendono un’intellettuale raffinata e colta e una persona amabile, altamente stimata e apprezzata nel panorama culturale dell’intera Calabria e non solo. Della bellissima “Conversazione a Macchia” e della “Notte degli archivi” ringraziamo la dinamica, colta  e poliedrica Direttrice  Dottoressa Antonella Bongarzone e la  Dottoressa Antonella Salatino, anch’ella colta, preparata e piena di entusiasmo e dedizione verso quel faro di luce, che è la Biblioteca Gullo.

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