di Valeria Garofalo
La meraviglia a portata di mano è il titolo di una visita tattile al Cristo Velato e ai bassorilievi scolpiti alla base della scultura intitolata La Pudicizia e della scultura intitolata Il Disinganno.La visita è destinata a persone non vedenti e ipovedenti, in programma nella giornata di martedì 17 marzo, dalle ore 9 alle 19.Questa iniziativa è stata voluta dall’organizzazione del Museo della Cappella Sansevero.I destinatari dell’iniziativa sono gli iscritti alla Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Napoli. Nel corso della visita è prevista l’esplorazione tattile delle opere, basata sulle esigenze dei singoli partecipanti. L’obiettivo è quello di rendere accessibile tutti il patrimonio artistico e storico dei musei.
La presentazione del progetto è stata fatta in conferenza stampa il 10 marzo nella Cappella Sansevero. Hanno partecipato:
Maria Alessandra Masucci, presidente del Museo della Cappella Sansevero
Giuseppe Ambrosino, presidente della Unione Italiana Ciechi di Napoli
Roberta Meomartini, guida turistica esperta in percorsi tattili
L’organizzazione dell’evento è stata piuttosto complessa e ha richiesto una preparazione speciale attraverso un’esperienza per coloro che possono apprezzare la bellezza attraverso le mani.Giuseppe Ambrosino, presidente della sezione territoriale di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha sottolineato che la fruizione della bellezza deve intendersi come diritto universale, perché l’arte non deve essere un privilegio solo di chi ha il dono della vista.
Il prossimo martedì 17 marzo sarà effettuata una visita guidata tattile per persone ipovedenti o non vedenti, grazie allo staff dei servizi educativi del museo, con una descrizione introduttiva della Cappella Sansevero e in particolare del Principe Raimondo di Sangro, il geniale autore di questo complesso monumentale.Tra i capolavori presenti si può ammirare la celebre statua del Cristo Velato, realizzata nel 1753, Il Disinganno di Francesco Queirolo del 1753–54, e quindi La Pudicizia, altro capolavoro d’arte unica.
Inoltre, nella Cappella sono presenti le cosiddette Macchine Anatomiche, che rappresentano un caso unico di ricostruzione del sistema arterioso e venoso del corpo umano, commissionate da Raimondo di Sangro al medico palermitano Giuseppe Salerno intorno al 1756. L’ arte è una forma di espressione umana che parla alle emozioni, alla memoria e all’immaginazione. Per questo motivo dovrebbe essere davvero accessibile a tutti, anche alle persone ipovedenti o cieche.
Spesso pensiamo all’arte soprattutto come qualcosa da vedere: quadri, sculture, affreschi. Ma in realtà l’esperienza artistica può andare ben oltre la vista. Una scultura può essere esplorata con le mani, un dipinto può essere raccontato attraverso una descrizione evocativa, un museo può offrire percorsi tattili, modelli tridimensionali o guide audio che trasformano le immagini in parole e sensazioni. In questo modo l’arte continua a svolgere la sua funzione principale: suscitare emozioni e creare connessioni.
Rendere l’arte accessibile agli ipovedenti non è solo una questione di inclusione sociale, ma anche un arricchimento per tutti. Quando si progettano esperienze artistiche multisensoriali — tatto, suono, narrazione — si scoprono nuovi modi di percepire le opere. Anche chi vede bene può imparare a “sentire” l’arte in modo più profondo, andando oltre l’osservazione superficiale.
In fondo, l’arte non è solo ciò che gli occhi percepiscono, ma ciò che la mente immagina e il cuore prova. Se riusciamo a costruire spazi culturali che permettano anche agli ipovedenti di vivere queste emozioni, allora l’arte torna davvero alla sua essenza più autentica: essere un patrimonio condiviso dell’umanità.

