Caos Fiorentina: lo spettro della Serie B si avvicina, eppure nessuno fa qualcosa per cambiare la situazione

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Sei punti in quindici partite giocate, unica squadra con zero vittorie arrivati ormai a metà dicembre. Da tre mesi la gara successiva è quella decisiva, eppure si continua a perdere senza sosta. Andare in B non è più una chimera, ma nessuno fa qualcosa per invertire la rotta.

Caos a Firenze, Commisso faccia qualcosa per salvare la barca

La Fiorentina sta vivendo un periodo sportivamente drammatico. La classifica parla da sola: zero vittorie in quindici partite e appena sei punti raccolti dall’inizio del campionato. Fallito il progetto Pioli 2.0 e archiviate le dimissioni di Pradè, rassegnate oltre un mese fa, la Fiorentina non è riuscita a raddrizzare la barca nemmeno con l’avvento di Vanoli.

L’ex tecnico di Torino e Venezia non ha inciso soprattutto sulla testa dei calciatori. E i risultati, oggi più che mai, sembrano chiaramente dovuti all’aspetto mentale dei calciatori. De Gea commette ormai una papera a partita, Kean non segna più nemmeno a porta vuota e la difesa fa acqua da tutte le parti.

Nelle ultime settimane si è visto di tutto: da Džeko, che è l’ultimo arrivato, con il megafono in mano a chiedere sostegno agli ultras della Fiorentina, fino al litigio di Reggio Emilia tra Kean e Mandragora per stabilire chi dovesse calciare il rigore del momentaneo vantaggio. Scene che ci raccontano di una squadra confusa, nervosa e senza una vera guida al comando di questo carrozzone.

Il mantra che gira per Firenze è pressoché lo stesso da ormai tre mesi: “la prossima partita è quella più importante”. Ma con questa mentalità non si è raccolto nulla, se non tante altre figuracce. L’ultima è arrivata ieri con la debacle interna contro l’Hellas Verona. Una partita che ha certificato una verità abbastanza plateale: la Fiorentina, sulla carta, è più forte del Verona (e non solo), ma gli scaligeri hanno la testa di chi sa come convivere nei piani bassi della Serie A.

I calciatori viola vagano infatti per il campo spaesati, faticano a scambiarsi il pallone e si mandano a quel paese al primo errore. Di questo passo l’unica strada percorribile è quella che porta dritti alla Serie B.

Tra quindici giorni si aprirà il calciomercato invernale: l’ultima vera possibilità della Fiorentina per salvarsi. Dal mercato non dovranno necessariamente arrivare calciatori più forti — perché la Fiorentina, sulla carta, li ha già in casa — ma calciatori che sappiano cosa significhi lottare, soffrire e sporcarsi le mani per conquistare la permanenza nella massima categoria.

Probabilmente nemmeno Vanoli è l’uomo giusto per compiere questo miracolo. Come allenatori liberi ci sono Ballardini e Gotti, giusto per citarne due, ossia due tecnici abituati a convivere in situazioni disperate e che si sono resi protagonisti di salvezze spesso considerate impossibili.

Per i prossimi sei mesi la Fiorentina dovrebbe dimenticare di essere la Fiorentina. Serve un allenatore navigato e calciatori che siano funzionali per un unico obiettivo, ossia quello di salvarsi.

L’unico ragionamento davvero da impostare sul lungo periodo riguarda la figura del nuovo direttore sportivo. Cristiano Giuntoli è libero e, a quanto filtra, sarebbe persino disposto a immischiarsi in una situazione drammatica come quella attuale della Fiorentina.

A ventitré partite dal termine del campionato, la Fiorentina dista di otto punti dal quartultimo posto e, classifica alla mano, quest’anno la quota per la salvezza dovrebbe aggirarsi attorno ai 36 punti. Tradotto: la Fiorentina dovrebbe vincere almeno dieci delle prossime ventitré partite.

Il morto non è ancora finito dentro la bara, ma ci ha già messo un piede e mezzo dentro. Commisso faccia qualcosa.

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