In vista delle prossime elezioni regionali in Campania, è stata ufficialmente consegnata al candidato Governatore Roberto Fico durante la conferenza svoltasi a Villa Signorini la proposta Campania 2030 – Piano Strategico Culturale Integrato, dalla XVII Commissione Arte, presieduta da Stefano Colucci.
La proposta è stata presentata e illustrata a Fico da Vincenzo Diomaiuta, rappresentante della Commissione per Aversa e la Campania, che ha partecipato attivamente ai lavori di redazione e coordinamento del piano insieme ai membri della Commissione.
L’incontro, promosso dal Presidente dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo del Sud, le Isole e le Aree Fragili, Alessandro Caramiello, ha visto la presenza di esponenti istituzionali, studiosi e operatori del settore culturale.
Ha moderato il dibattito Luca Antonio Pepe, direttore di Centro Sud 24, mentre Giovanni Barretta ha presieduto il Tavolo Tecnico Permanente per la Cultura e il Patrimonio, illustrando le linee di attuazione futura della proposta.
Una visione culturale per la Campania del futuro
Campania 2030 è un piano strategico di lungo periodo che mira a trasformare la regione in un museo diffuso, innovativo e inclusivo, capace di coniugare valorizzazione culturale, ricerca scientifica, formazione accademica e sviluppo sostenibile.
L’obiettivo è costruire una rete coordinata di musei, siti archeologici, borghi e collezioni ecclesiastiche, integrando competenze scientifiche, tecnologie digitali e narrazioni territoriali per creare un ecosistema culturale connesso e produttivo.
La proposta prevede un incremento del 20% dei visitatori culturali entro il 2030, oltre 1,7 milioni di beni digitalizzati, centinaia di nuovi posti di lavoro qualificati e la riapertura di numerosi siti storici attualmente non fruibili.
Le direttrici principali della proposta
Il piano si articola in dieci aree di intervento strategico, tra cui:
- Sistema Museale Campania, rete integrata con bigliettazione unica, calendario condiviso e piattaforma digitale multilingue.
- Task Force “Caravaggio in Campania – Opere perdute e contesti”, dedicata allo studio e alla tutela delle opere caravaggesche e delle loro derivazioni nel territorio.
- Alta formazione e cooperazione internazionale, con master, residenze e programmi di ricerca congiunti tra università italiane ed estere.
- Digitalizzazione e innovazione, attraverso realtà aumentata, intelligenza artificiale e una biblioteca digitale aperta al pubblico.
- Rigenerazione dei borghi e valorizzazione delle aree interne, tramite itinerari culturali e artistici “dalla stella al borgo” che connettano i grandi attrattori ai centri minori.
Un piano bipartisan e partecipato
La proposta, frutto di un lavoro collegiale della XVII Commissione Arte, è stata concepita come atto bipartisan e sarà consegnata anche al Vice Ministro Edmondo Cirielli, in un’ottica di piena collaborazione istituzionale.
Il metodo di lavoro, fondato su confronto e partecipazione, ha consentito di elaborare un documento condiviso tra sensibilità politiche e culturali diverse, ponendo le basi per una nuova politica della cultura che superi barriere ideologiche e geografiche.
Durante la conferenza, Vincenzo Diomaiuta ha illustrato nel dettaglio la visione e gli obiettivi del piano, ricevendo l’apprezzamento di Roberto Fico, che ha evidenziato l’importanza di un approccio sistemico e lungimirante alla valorizzazione del patrimonio culturale campano.
Verso un nuovo modello di sviluppo
Campania 2030 rappresenta un modello di politica culturale integrata, dove tutela, educazione, innovazione e turismo convergono in un’unica strategia di crescita.
L’obiettivo è restituire al Sud Italia il ruolo di motore creativo e produttivo del Paese, facendo della cultura una leva concreta per occupazione, rigenerazione urbana e diplomazia culturale.
“Campania 2030 è un progetto che nasce dall’ascolto e dalla competenza. La cultura è un investimento strategico, non un costo. È ciò che può restituire identità, lavoro e fiducia al nostro Paese.”
— Stefano Colucci, Presidente XVII Commissione Arte
“Abbiamo voluto costruire una proposta realistica e ambiziosa, che parta dai territori e arrivi alle istituzioni, con la consapevolezza che la cultura può e deve essere una politica industriale del futuro.”
— Vincenzo Diomaiuta, Rappresentante XVII Commissione Arte per Aversa e la Campania
La conferenza di Villa Signorini ha segnato un momento di svolta: la cultura torna al centro dell’agenda istituzionale come strumento di coesione e rinascita.
Campania 2030 non è solo un piano: è un patto morale e politico per un Sud che si riappropria della propria grandezza storica e la proietta nel futuro.

