Stop alle auto con targa polacca: arriva l’obbligo di RCA italiana

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Stretta sulle auto con targa straniera, in particolare sulle cosiddette “targhe polacche”, spesso al centro del fenomeno dell’esterovestizione. Il nuovo testo-base del Codice della strada, attualmente in fase di confronto con le associazioni di settore, punta a bloccare le finte immatricolazioni estere e a rendere obbligatoria una copertura assicurativa italiana o autorizzata a operare in Italia.

Secondo quanto riportato dall’ANSA, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto il confronto sul testo con le associazioni, chiamate a esprimersi entro il 13 settembre, con l’obiettivo di arrivare a una bozza finale entro il 14 ottobre 2026.

Il fenomeno delle finte immatricolazioni estere

Il nodo riguarda l’utilizzo stabile in Italia di veicoli immatricolati all’estero, spesso con l’obiettivo di aggirare obblighi assicurativi, fiscali o amministrativi.

Il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, citato da ANSA, ha spiegato che l’uso improprio delle auto con targa straniera è un fenomeno in forte crescita soprattutto nel Mezzogiorno, dove si registrano numerosi casi di esterovestizione.

Obbligo di assicurazione italiana o autorizzata in Italia

La novità principale riguarda l’obbligo, per i veicoli con targa straniera registrati in Italia, di stipulare una Rc auto con un’impresa italiana oppure con una compagnia autorizzata a operare nel nostro Paese.

Ferrante ha chiarito che chi utilizza stabilmente in Italia un veicolo con targa estera deve essere tracciabile, avere una copertura assicurativa valida in Italia e procedere all’immatricolazione del mezzo oppure alla registrazione al Reve, il Registro dei veicoli con targa estera.

Controlli mirati in Campania e a Napoli

Il fenomeno è particolarmente diffuso in Campania, soprattutto a Napoli. Il prefetto Michele di Bari ha disposto controlli mirati da parte delle forze dell’ordine per individuare i veicoli immatricolati fittiziamente fuori dai confini nazionali.

L’obiettivo è colpire le violazioni con sanzioni pecuniarie e con il sequestro amministrativo dei veicoli dei trasgressori.

Cosa prevede già oggi il Codice della strada

La questione delle targhe straniere non è nuova. Già nel 2018 il decreto Sicurezza aveva introdotto, con alcune eccezioni, il divieto di circolazione per veicoli immatricolati all’estero ma di proprietà di residenti in Italia.

Successivamente, l’articolo 93-bis del Codice della strada ha previsto il divieto per i veicoli esteri di proprietà di persone residenti in Italia da oltre tre mesi e l’obbligo di registrazione per quelli intestati a residenti all’estero ma circolanti in Italia per oltre 30 giorni l’anno, anche non consecutivi.

Perché la stretta può cambiare il mercato

La misura punta a rendere più difficile l’uso di targhe estere come scorciatoia per evitare obblighi previsti dalla normativa italiana. L’obbligo di Rc auto italiana o autorizzata in Italia mira infatti a garantire maggiore tracciabilità, più sicurezza per gli automobilisti e controlli più efficaci.

La stretta potrebbe avere effetti soprattutto nei territori dove il fenomeno delle immatricolazioni estere fittizie si è diffuso maggiormente, riducendo il margine per pratiche elusive e rendendo più omogenee le condizioni tra automobilisti.

Targhe straniere, verso nuove regole

Il nuovo Codice della strada non è ancora definitivo, ma il percorso è già tracciato: più controlli, obbligo di registrazione e copertura assicurativa valida in Italia per chi utilizza stabilmente veicoli con targa estera.

La riforma punta così a mettere fine a una zona grigia che negli ultimi anni ha alimentato criticità su sicurezza, assicurazioni e responsabilità in caso di incidente.