Arbitri: l’ombra di una nuova Calciopoli sulla Serie A

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Ai image, da video Facebook ripresa dall'alto di San Siro.

Un nuovo scandalo è alle porte per il calcio italiano. All’indomani dramma sportivo nazionale per la mancata qualificazione al Mondiale di calcio, si rischia una nuova Calciopoli. Esattamente 20 anni dopo, anche se per adesso sono indagati soltanto il designatore ed il supervisore Var, ma già è venuto fuori il nome della prima società: Inter. Secondo le ricostruzioni, da accertare, sarebbero stati designati arbitri a lei graditi, proprio quell’anno a vincere lo scudetto è stato il Napoli.

L’inchiesta arbitri condotta dalla Procura di Milano rischia di allargarsi a macchia d’olio, portando alla luce un presunto sistema di condizionamento sulle designazioni e sulle decisioni in sala VAR. Al centro del ciclone ci sono il designatore degli arbitri Gianluca Rocchi e il supervisore VAR Andrea Gervasoni, entrambi attualmente autosospesi, accusati di concorso in frode sportiva dal pm Maurizio Ascione.

I dettagli dell’inchiesta arbitri della Procura di Milano

A far scattare le indagini e a sollevare il velo sulle presunte irregolarità è stato un esposto presentato lo scorso luglio dall’ex guardalinee di Serie A, Domenico Rocca. Attraverso la sua testimonianza, Rocca ha descritto un meccanismo volto ad “alterare i regolamenti” per favorire determinate squadre e “preservare” uomini di fiducia all’interno del sistema arbitrale.

La Procura ha inviato due inviti a comparire per gli interrogatori fissati al 30 aprile a carico di Rocchi e Gervasoni. L’attenzione degli inquirenti, tuttavia, si concentra anche su “altre persone” non ancora esplicitate nelle imputazioni. Tra gli indagati per falsa testimonianza figura anche Daniele Paterna, addetto al VAR.

Secondo l’avvocato Antonio D’Avirro, difensore di Rocchi, le contestazioni risultano al momento poco chiare: “Si segnala un concorso di più persone, ma questi altri non vengono indicati”. Una situazione che potrebbe spingere le difese a optare per la linea del silenzio durante gli imminenti interrogatori, considerata la mancanza di atti completi.

Il coinvolgimento dei club e la posizione dell’Inter

Secondo le imputazioni, a Rocchi viene contestato di aver favorito il club nerazzurro designando un “arbitro gradito” (Andrea Colombo) per la trasferta di Bologna del 20 aprile 2025. Inoltre, si ipotizza un accordo per evitare che Daniele Doveri, considerato “poco gradito” all’Inter, arbitrasse le fasi finali del campionato e della Coppa Italia.

La risposta del club milanese non si è fatta attendere. Prima della sfida contro il Torino, il presidente Giuseppe Marotta ha respinto con fermezza ogni accusa:

“Sono tranquillo. Inter estranea e lo sarà anche in futuro. Noi non abbiamo arbitri graditi o non graditi”.

A complicare il quadro ci sono però i riferimenti passati di Domenico Rocca, che in una lettera alla Commissione Arbitri aveva evidenziato episodi controversi, tra cui un calcio di rigore negato all’Inter contro la Roma ad aprile 2025, definito da lui stesso un “errore grave” che avrebbe potuto falsare l’esito del campionato a favore del Napoli.

Le reazioni istituzionali: Lega e Figc in subbuglio

Lo scandalo non ha solo ripercussioni sportive, ma anche politiche. La Lega, partito del vicepremier Matteo Salvini, ha chiesto il commissariamento della FIGC, sottolineando come “il calcio italiano non è mai stato così in difficoltà, tra scandali e fallimenti sportivi”.

Di diverso avviso il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che predica calma: “Giudizi affrettati o conclusioni di qualsiasi genere sono fuori posto, nell’attesa doverosa che le indagini compiano il loro percorso per stabilire la verità”.

Nel frattempo, la giustizia sportiva, guidata dal procuratore FIGC Giuseppe Chinè, aveva precedentemente archiviato le segnalazioni sul presunto intervento di Rocchi in sala VAR durante Udinese-Parma (1° marzo 2025), non ravvisando condotte di rilievo disciplinare. Ora, però, con l’intervento della giustizia ordinaria e l’ampliamento dell’inchiesta arbitri, l’intero sistema è chiamato a rispondere a interrogativi ben più pesanti.