Ideali solidi e tanta passione: tra volontariato ed attivismo politico. Anita Amato è uno dei volti nuovi di questa campagna elettorale per le prossime elezioni in Regione Campania. Un appuntamento importantissimo anche a livello nazionale in cui si sfidano due visioni diverse di Paese. Anita Amato rappresenta sicuramente il volto della solidarietà e di una Campania che crede nel prossimo.
In questa intervista esclusiva a CentroSud24, Anita Amato, che proprio due giorni fa ha firmato la propria candidatura con il Movimento 5 Stelle, si è raccontata a cuore aperto sui temi e sulle sue ragioni personali. E’, senza dubbio, il simbolo di una volontà forte e di una politica che può dare di più ai cittadini immedesimandosi nei loro problemi.
Sempre presente in tutte le piazze che avevano come parola d’ordine la pace e la solidarietà.
Com’è nata l’idea di rimetterti in gioco?

“È nata da una domanda che mi porto dentro da tempo.
In questi anni ho visto quanto si può fare con pochissimo: con la forza delle idee, la buona volontà e la determinazione di chi non si arrende. Ho visto persone rialzarsi, comunità rinascere, piccoli gesti diventare grandi risultati.
E allora mi sono chiesta: se con così poco siamo riusciti a fare tanto… cosa potremmo fare con qualche strumento in più?
Da questa riflessione nasce la mia scelta. Perché per me la politica non è un punto d’arrivo, ma un modo diverso di continuare la stessa missione: cambiare le cose, davvero, con la stessa passione di sempre, ma dentro un luogo dove si possono prendere decisioni che contano.”
Sei cresciuta tra lavoro e tanto volontariato. Pensi che questa candidatura nasca come conseguenza di questo percorso?
“Sì, credo proprio di sì.
Il volontariato mi ha insegnato tutto quello che so: ad ascoltare, a guardare negli occhi chi soffre, a costruire soluzioni insieme, anche quando sembra impossibile.
Non è mai stato solo “dare una mano”, ma imparare a capire i bisogni reali delle persone, senza filtri.
Questa candidatura è la continuazione naturale di quel cammino. È lo stesso spirito, ma con strumenti diversi: non più solo l’impegno sul campo, ma la possibilità di incidere sulle scelte, di trasformare le esperienze vissute in azioni concrete per tanti.”

Cosa pensi della nuova classe politica campana? Che tipo di apporto può dare alla politica di una delle regioni più importanti d’Italia?
“Credo che in Campania stia nascendo una nuova energia.
Una generazione che non ha paura di sporcarsi le mani, che vuole rimettere al centro la parola “servizio”.
Io sogno una politica fatta di persone vere, che non cercano consensi ma soluzioni; che non parlano solo, ma ascoltano.
La Campania ha tutto: talento, creatività, cuore. Ma serve una politica che la rispetti, che la rappresenti con dignità e concretezza.
Io voglio portare proprio questo: un modo di fare politica che torni a essere credibile, vicino, umano.”
Raccontami la tua esperienza in Africa e delle cose che hai fatto per i più bisognosi.
“L’Africa mi ha cambiata.
Mi ha insegnato cosa significa davvero “fare la differenza”.
Ho lavorato in villaggi dove mancava tutto: acqua, elettricità, medicine. Ma non mancavano mai il sorriso, la dignità, la speranza.
Abbiamo costruito scuole, piccoli centri di assistenza, percorsi di formazione. Ma più di tutto abbiamo costruito relazioni, fiducia, umanità.
Lì ho capito che servire non è un gesto, è un modo di vivere.
Ecco perché oggi credo che la politica possa e debba essere la continuazione di quella missione: con gli stessi valori, ma con strumenti più forti per cambiare le cose davvero.
Perché se tanto si può fare con poco, immagina cosa potremmo fare con un po’ di potere nelle mani giuste.”

