Alaska, storico incontro tra Putin e Trump per discutere di Ucraina

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Alaska, storico incontro tra Putin e Trump per discutere di Ucraina. Ieri, nella base militare di Elmendorf-Richardson, in Alaska, il Presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin, si sono incontrati per la prima volta dal G20 di Osaka del 2019. Tre ore di colloquio, culminate da una conferenza stampa congiunta, anche se priva di approfondimenti. Apparentemente un nulla di fatto, ma c’è dell’altro. 

Diplomazia bilaterale, ONU e UE ai margini

La logica sembra essere da Guerra Fredda, in cui sono le grandi potenze a decidere l’ordine mondiale e il futuro della politica internazionale. L’ONU, ormai, sembra essersi ridotta ad un ruolo marginale, non essendo più percepita come arbitro dei conflitti. L’Unione Europea altrettanto: senza coesione tra gli Stati membri e visione strategica, non può che restare a guardare, subendo passivamente le decisioni altrui. 

Ancora, l’assenza più rilevante: quella dello stesso Presidente ucraino Zelensky, di fatto il reale rappresentante degli interessi del popolo ucraino. Una dinamica che solleva molti interrogativi, riflettendo le logiche geopolitiche ben note: oltre alla questione ucraina, anche quella delle terre rare, della sicurezza globale e nucleare e la partita artica. Temi che, dunque, ridisegnano il futuro degli equilibri internazionali e che vanno ben oltre il conflitto ucraino.

Il vero ‘vincitore’ di questo summit sembra essere Putin, che ritorna da protagonista sulla scena internazionale dopo anni di sanzioni e isolamento da parte dell’Occidente. Non solo: ritorna a mettere piede su suolo americano dopo il mandato di arresto da parte della Corte Penale Internazionale del 2023, per crimini di guerra in Ucraina.

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