A Napoli esperti a confronto sulle sfide geopolitiche

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Domani pomeriggio a Napoli nella splendida cornice di Villa Doria D’Angri il CSI (Centro Studi Internazionali) parteciperà al NapulIETH 2025 con un panel dal titolo “Sfide gepolitiche, economiche e legali nell’era datizzata e del capitalismo politico”.

All’incontro interverranno Mario Caligiuri, Presidente del SOCINT (Società italiana di intelligence) e dell’Università degli studi della Calabria e Giovanna De Minico, professoressa di diritto costituzionale dell’Università Federico II° di Napoli.

A moderare il confronto, Giovanni Orlacchio, organizzatore dell’evento e responsabile relazioni esterne e territorio per il CSI – Centro Studi Internazionali.

Discutere di geopolitica oggi, in un contesto internazionale in continua evoluzione, sempre più fluido, che delinea scenari nuovi (per molti versi rischiosi) e davvero impensabili fino a qualche anno fa, è quanto mai necessario. Peraltro, l’analisi degli equilibri e degli assetti geopolitici, della loro continua composizione e scomposizione, per le preoccupazioni che suscitano, rientra oramai stabilmente nelle agende dei governi di tutto il mondo e non solo in quelle dei players. Anzi, nello scenario dei Paesi guida sono entrati, nel giro di pochi anni e con un dinamismo sorprendente, nuovi protagonisti (si pensi a quelli dell’area BRICS) che intendono affermare i propri modelli politici, economici e di sviluppo e che, per raggiungere lo scopo, sono disposti anche a dimostrare, muscolarmente, la propria forza. L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che, di fatto, ha posto fine alla globalizzazione, il conflitto israelo-palestinese, quello tra Israele e Iran, la guerra dei dazi, stanno plasticamente a dimostrarcelo, mentre un’Europa – poco coesa, che parla a più voci – sembra quasi non toccare palla. E anche qui, di conseguenza, nel recinto europeo si assiste ad un cambiamento quasi continuo degli equilibri geopolitici continentali che, però, rispetto al gigantismo e al decisionismo dei Paesi guida (Stati Uniti, Cina, Russia su tutti), pare avere ancora una scarsa incidenza nel contesto globale.

Le sfide geopolitiche da affrontare con il paracadute della conoscenza

Sul punto, abbiamo voluto riprendere alcune recenti riflessioni di Mario Caligiuri, uno dei protagonisti dell’evento di Napoli del CSI e tra i massimi esperti di intelligence nel nostro Paese, che ci appaiono particolarmente utili per affrontare, con compiutezza, il tema delle sfide geopolitiche nell’era datizzata e del capitalismo politico.

Mario Caligiuri

Il Presidente del SOCINT, in un suo recente intervento sulla rivista “Formiche”, richiama l’attenzione sul tema, invitando a guardare all’intelligence, come il paracadute in un mondo fuori controllo: “Il velo nero del dramma della guerra, che da ottant’anni avevamo visto solo da lontano, rischia ora di posarsi anche sull’Unione Europea e quindi sul nostro Paese. Si parla di riarmo, come facevano quei “sonnambuli” che dirigevano le nazioni alle soglie della Prima guerra mondiale. La società della disinformazione rende sempre più opaca e indistinguibile la realtà. L’Iran era davvero vicino alla bomba atomica oppure ci volevano ancora tantissimi anni? Il bombardamento americano ha annientato il progetto o l’ha ritardato solo di poco? Le tesi si contrappongono e quando le opinioni si equivalgono, come scriveva già a metà degli anni Settanta Hannah Arendt, scompare la verità. E la verità costa cara, è complessa e spesso è pure sgradevole. Dobbiamo pertanto avvicinarci alla sempre difficile comprensione della realtà, capendo che siamo di fronte non a una rivoluzione qualsiasi ma un salto di specie, come l’uomo di Neanderthal che diventa Homo Sapiens”.

In ordine agli strumenti da mettere in campo per affrontare le sfide, Mario Caligiuri aggiunge: “ In tale quadro, l’intelligence diventa uno strumento straordinario poiché aiuta a cogliere l’intelligenza del mondo… … Di riflesso, l’intelligence oggi si identifica in una necessità sociale che serve alle persone (per difendersi dalla disinformazione), alle aziende (per affrontare una globalizzazione sempre più diseguale) e agli Stati (per difendere il benessere e la sicurezza dei propri cittadini). Occorre sempre di più promuovere gli studi sull’intelligence nelle scuole e nelle università, con un triplice intento. Per prima cosa, per ampliare il pensiero critico dei cittadini, poi per disegnare un percorso per le imprese e infine per anticipare il futuro degli Stati democratici. Con questi ultimi che rischiano di essere sempre più inadeguati rispetto alle Nazioni autoritarie, alle multinazionali finanziarie, ai colossi digitali, alle consorterie del crimine e alle organizzazioni del terrore. Pertanto, la capacità di selezionare, analizzare e utilizzare le informazioni da parte delle élite pubbliche può fare la differenza tra la vita e la morte, reale e figurata. Di conseguenza gli stessi uomini dell’intelligence – come, in fondo, pure tutti noi – dovremmo essere formati per sapere che, per capire il mondo, la mente va aperta tutta: proprio come il paracadute”.

Raccogliamo con attenzione ed interesse le riflessioni di Mario Caligiuri che ci fanno capire chiaramente che se, in pochi anni, il mondo è cambiato, anzi appare completamente stravolto – anche per effetto della straordinaria rivoluzione digitale rappresentata dall’intelligenza artificiale, che accanto a grandi opportunità presenta notevoli rischi (senza una corretta governance) –   per garantire pace e prosperità e il futuro degli Stati democratici dobbiamo assolutamente affidarci al paracadute del pensiero critico. In questa direzione, le sfide geopolitiche si possono vincere anche con lo strumento dell’intelligence, che si pone come necessità sociale per le persone e per gli Stati, per difendere il benessere e la sicurezza dei cittadini.

Aggiornamento post evento del 18 luglio:

L’evento ha visto una nutrita partecipazione da parte di professionisti, accademici esperti di geopolitica e cybersicurezza. Di seguito le foto di alcuni dei protagonisti e partecipanti:

Nella foto da sinistra: Fabrizio Genovese (organizzatore dell’evento), Mario Caligiuri (Presidente Socint), Giovanni Orlacchio (responsabile relazioni esterne CSI)

 

Da sinistra: Giovanni Barretta(economista), Mario Caligiuri (presidente Socint)